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· durata; · tipo di garanzia aggiuntiva oltre quella ipotecaria, sempre abbinata ad un mutuo. Il tasso di interesse applicato dalle banche al finanziamento (mutuo o prestito che sia) determina la tipologia dei contratti di mutuo.

Dunque, a mero titolo esemplificativo, possono aversi: · Contratto a tasso fisso: quando la rata del mutuo della banca non varia durante la durata del prestito. carta di credito. · Contratto a tasso variabile: quando la rata del mutuo della banca varia in dipendenza di determinati parametri che possono essere i tassi del mercato monetario e finanziario.

Sui parametri di base può essere applicato uno "spread" (maggiorazione) dalla banca per aumentare il rendimento. · Contratto misto: quando è prevista per la banca l'applicazione in tempi determinati e successivi, sia del tasso fisso che del tasso variabile. · Contratto con tasso d'ingresso: quando, per i primi mesi o comunque per un brevissimo periodo iniziale, viene applicato dalla banca un tasso agevolato. carta di credito.

Alla scadenza di detto periodo, è prevista l'applicazione dell'usuale tasso fisso e/o variabile corrente al momento della scadenza. Ne consegue che ogni banca, gestendo nella maniera più opportuna gli elementi essenziali del tasso, della durata e del tipo di garanzia aggiuntiva ecc. costruisce "prodotti" ad hoc (mutui, prestiti, finanziamenti) che possono soddisfare le richieste del mercato, nonché le necessità della propria clientela.

L'interesse è il prezzo dell'uso del capitale chiesto in prestito alle banche. Misura di tale prezzo è il tasso o saggio di interesse, sulla base del quale vengono calcolati dalle banche gli interessi maturati sul capitale in un'unità di tempo (anno, trimestre, semestre). carta di credito. Le espressioni 4%, 5%, 6% etc. sono relative a tassi percentuali.

Nella pratica dei finanziamenti ipotecari vengono usati dalle banche tassi percentuali riferiti all'unità di tempo "anno".

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